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The Magic Whip, il ritorno dei Blur

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Il 18 aprile, il giorno del Record Store Day, un furgone dei gelati ha fatto il giro di alcuni negozi di dischi di Los Angeles regalando un cono a chi presentava lo scontrino dell’acquisto di un disco del Record Store Day. Questa originale trovata è da attribuire al ritorno dei Blur, il gruppo alternative rock inglese che, dopo dodici anni, ha pubblicato un nuovo album(in copertina è appunto rappresentato un gelato).

The Magic Whip è infatti uscito il 27 aprile 2015 e contiene 13 tracce (di cui una è disponibile solo nella versione giapponese);  sono già stati pubblicati quattro singoli: Go Out, There Are Too Many of Us, Lonesome Street e Ong Ong. Il primo di questi è stato diffuso lo scorso febbraio, mentre la band annunciava il completamento dell’album in diretta streaming dalla Chinatown di Londra, ed è accompagnato da un simpatico video che ritrae una ragazza cinese mentre prepara un gelato fatto in casa.

L’album ha universalmente ricevuto ottime critiche, venendo definito un ritorno trionfale; Helen Brown del Telegraph ha scritto che “contiene l’intrinseca identità deBlur_MagicWhip_2015lla band, ma con un sound più maturo”.

I Blur sono considerati tra i maggiori esponenti del britpop, cioè quel movimento musicale apparso agli inizi degli anni Novanta che accomuna artisti inglesi che attualizzano melodie degli anni

 

Sessanta e Settanta, aggiungendovi la dance music. Ne hanno fatto parte anche Suede, Pulp, Supergrass e Oasis. Tuttavia, solo gli album Leisure (1991), Modern Life is Rubbish (1993), Parklife (1994) e The Great Escape (1995) possono essere considerati britpop, dato che a partire da Blur (1997) il genere può essere definito più largamente alternative rock o indie rock.

Per quanto riguarda sia il mio gusto che la critica in generale, il capolavoro di questa band è il già citato Parklife: è l’album da ascoltare quando si è allegri o si vuole esserlo. Cominciare la giornata con i Blur è un ottimo modo di cominciare la giornata.

Il singolo omonimo all’album fa venire voglia di mettersi a cantare a squarciagola, come anche la celebre Girls & Boys. Stesso discorso per Charmless Man e Country House di The Great Escape. Se, invece, non vi siete mai approcciati ai Blur, vi consiglio di iniziare con i singoli Song 2, Beetlebum (1997) e Coffee & tv (dall’album 13, 1999). Ma dubito che non conosciate il video di quest’ultimo: è diventato un vero e proprio cult. Narra la storia di un cartone di latte che va alla ricerca di Graham Coxon, apparentemente scomparso; alla fine del video, dopo le mille peripezie capitate al povero latte, si scoprirà che in realtà il chitarrista è rinchiuso a provare la canzone, e, vedendo sul contenitore del latte la propria fotografia con la scritta “MISSING”, decide di tornare a casa per rincuorare i propri genitori.

Giulia Ambrosini

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