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Everything Was Beautiful and Nothing Hurt: il viaggio di Moby oltre l’apocalisse

È atteso per il 2 marzo il nuovo album di Moby: Everything Was Beautiful and Nothing Hurt, annunciato lo scorso 11 dicembre durante un’intervista per Billboard. Il genere, da sempre caratteristico di Moby, sarà il trip-hop, che affonda le sue radici nella musica elettronica, con elementi di psychedelia. L’annuncio è stato accompagnato dal video del primo singolo, Like A Motherless Child, seguito il 29 gennaio da Mere Anarchy. Moby ha raccontato il contesto post-apocalittico di tutta l’opera, in cui lui e l’amica Julie stanno viaggiando nel tempo per visitare la Terra, rimasta ormai vuota, esplorando l’individualità, la vulnerabilità, la fede e le contraddizioni umane.

La copertina

Il titolo dell’album è un omaggio al romanzo Slaughterhouse Five (Mattatoio n°5) in cui l’autore Kurt Vonnegut ha raccontato la propria prigionia in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale.

Everything Was Beautiful and Nothing Hurt è il quindicesimo album in studio di Moby, e non è il primo a trattare il tema dell’apocalisse e delle debolezze dell’uomo, in una tipica malinconia che però sa spesso trasmettere, nonostante tutto, una certa tranquillità, nelle sonorità delle composizioni.

Nel 2016 Moby ha pubblicato Music From Porcelain, un greatest hits e un’autobiografia che raccontano la sua carriera. Porcelain è infatti probabilmente il suo brano più celebre, contenuto nell’album del 1999 Play, assieme ad altri pezzi davvero memorabili come Why Does My Heart Feel So Bad?, Honey e Natural Blues. L’album successivo a Play, dal titolo 18, è un altro capolavoro che ha consacrato il successo di Moby grazie a canzoni quali In This World, In My Heart e Extreme Ways.

 

Moby è conosciuto anche per essere un fervente sostenitore dei diritti degli animali, come dimostra attivamente sui social; possiede un ristorante vegano a Los Angeles, Little Pine. Negli ultimi tempi ha utilizzato Facebook anche per manifestare in maniera molto polemica la sua contrarietà alla presidenza di Donald Trump.

Moby al Little Pine

 

Author: Giulia Ambrosini

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