Il tempo non me lo ricordo più!

– “Dottore, ho un problema, il tempo!”
– “Signorina si spieghi, che vuole dire?”
– “Voglio dire che non lo ricordo. lei sa, ad esempio quanti anni ho?”
– “Cosa dice? Si sente bene?”
– “Eh no dottore, non sarei qui altrimenti. O forse si, non lo so. Non sono pazza (credo), si rassicuri. C’è questo però, il tempo che cos’è?
E’ cominciata così. Non ho mai avuto l’orologio, tuttavia sono stata sempre diligente informandomi su ore minuti e pure secondi. sa una cosa? Adoravo quella sequenza di numeri, anche se mi facevano ridere. Me li sentivo salire su per il naso e solleticarmi le narici,,, forse era un tentativo di possessione, ma sa cosa facevo?
Etciù!
E via.. Quei numeretti dispettosi erano costretti alla ritirata.”
– “Signorina non capisco. Qual è il suo problema? Cosa si sente?”
– “Dottore caro io non mi sento.
Ma mi ascolti.
Le ho detto che non ricordo il tempo. So quando sono nata, 1979, so che viviamo nel 2015, so anche che il 1879 è la rivoluzione francese, il 1492 la scoperta dell’America o per dire il 1861 l’unità d’italia. Ma non lo so mica che vuol dire.
Non so se dire 1492 è diverso da dire 2015. Mi sembrano confusi, o forse sono confusa io. Mi viene da scomporli addizionarli sottrarli, mi viene da farne delle operazioni per vedere che succede.
E lo sa che succede?
Quelli prendono a danzare!
Eh, si dottore, ballano davvero, forse a vendicarsi dei miei sternuti ma me li ritrovo tutti qui davanti ai miei occhi che danzano confusamente.
Mi dica li vede anche lei? Perchè sono qui anche adesso..”
– “Signorina si è misurata la febbre? Si concentri, ha per caso sbattuto la testa? Cerchi di ricordare.”
– “No dottore, niente. Solo le dico che qui ci sono i numeri ed il tempo è sparito.”
– “Signorina, Lucia, che lavoro fai? Chi sei te lo ricordi? Lo sai che ti chiami Lucia?”
“Certo che lo so!
Sono Lucia e sono una dormiente.
Dottore io sogno, scrivo, guardo la luna, ballo e canto, anche se non sono capace.
Ecco lo sa che mi ha fatto capire? Che sono senza essere, un po’ come il tempo che ho dimenticato.”
Il dottore si avvicina, mi carezza una guancia “sei cara” dice, “ma facciamo una TAC!”

 

Lucia Lo Cascio

Dimitriy Rogozhkin